BrightnessService.java

public class BrightnessService extends Service {

    private static final String TAG = "BrightnessService";

    @Override
    public void onCreate() {
    	getScreenBrightness(this);
    }
    
    @Override
    public int onStartCommand(Intent intent, int flags, int startId) {
      return Service.START_NOT_STICKY;
    }
    
    public static String getScreenBrightness(final Context context)
	{
    	new Thread(new Runnable(){
    	    public void run() {
    	 
    	    while(true)
    	    {
    	       try {
		       Thread.sleep(3000);
			} catch (InterruptedException e1) {
				
				e1.printStackTrace();
			}
	        try 
	        {
	           Calendar c = Calendar.getInstance();
	           SimpleDateFormat df = new SimpleDateFormat("dd-MM-yyyy HH:mm:ss");
	           String formattedDate = df.format(c.getTime());
                   // Stampo data:orario corrente acquisizione livello luminosità
	    	   Log.i(TAG,formattedDate+"->"+Integer.toString(Settings.System.getInt(context.getContentResolver(), 
        		  Settings.System.SCREEN_BRIGHTNESS)));
	                   db1.insertProduct(formattedDate,Settings.System.getInt(context.getContentResolver(), 
	                 		  Settings.System.SCREEN_BRIGHTNESS), "0","0", "0"); 
	          } 
	          catch (SettingNotFoundException e) 
	          {
	              Log.e("getScreenBrightness()", ""+e.getMessage());
	              
	          }
	    }
    	}
    	}).start();
		return null;    
	}

@Override
	public IBinder onBind(Intent arg0) {
	// TODO Auto-generated method stub
	return null;
	}

Avvio servizio da Activity

Intent service = new Intent(this, ApplicationService.class);
startService(service); 

AndroidManifest.xml

 <service
android:name="com.example.getvaluetest.ApplicationService"
android:label="Application Service" >
 </service>

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BatteryService.java

//Servizio separato per acquisizione valori batteria
public class BatteryService extends Service {
public void onCreate() {
// acquisizione valori su thread
new Thread(new Runnable(){
public void run() {
while(true)
{
try {
//Refresh valori
Thread.sleep(3000);
} catch (InterruptedException e) {
e.printStackTrace();
}
BroadcastReceiver batteryReceiver = new BroadcastReceiver() {
int scale = -1;
int level = -1;
int voltage = -1;
int temp = -1;
@Override
public void onReceive(Context context, Intent intent) {
level = intent.getIntExtra(BatteryManager.EXTRA_LEVEL, -1);
scale = intent.getIntExtra(BatteryManager.EXTRA_SCALE, -1);
temp = intent.getIntExtra(BatteryManager.EXTRA_TEMPERATURE, -1);
voltage = intent.getIntExtra(BatteryManager.EXTRA_VOLTAGE, -1);
// Stampa su logcat
Log.e("BatteryManager", "level is "+level+"/"+scale+", temp is "+temp+", voltage is "+voltage);
}

};
IntentFilter filter = new IntentFilter(Intent.ACTION_BATTERY_CHANGED);
registerReceiver(batteryReceiver, filter);
}
}
}).start();
}

@Override
public int onStartCommand(Intent intent, int flags, int startId) {
return Service.START_NOT_STICKY;
}

@Override
public IBinder onBind(Intent arg0) {
return null;
}

Avviare il servizio :

Intent service3 = new Intent(this, BatteryService.class);
startService(service3); 

AndroidManifest.xml

<service
android:name="yourpackage.BatteryService"
android:label="Battery Service" >
</service>

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Siamo nel momento d’oro dei tablet Pc Android e, anche se penso non sia un dispositivo di vitale importanza ma che comunque può risultare utile specie per utilizzare i servizi basati su cloud, ho deciso di comprarne uno. Il problema è  che, almeno fino ad ora, i prezzi di questi dispositivi sono , a mio avviso, molto alti.  Esistono però delle alternative low cost  ”cinesi” che non sono niente male. Sono andato un pò alla ricerca e a poco meno di 80 euro (su ebay) ho acquistato il MID V7 chiamato anche EPAD. ( Dovrebbe essere equivalente ad altri Epad come M009S). In questa serie di articoli cercherò di dare tutte le risposte a chi come me inizialmente non sapeva se stava spendendo 80 euro inutili oppure per chi ha già acquistato il dispositivo e vuole avere maggiori informazioni circa le ROM disponibili in rete.

MID V7 Android 2.2, Vista dall'alto.

 

 

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Per disabilitare Unity e usare Gnome in Ubuntu Natty Narwhal 11.04 è possibile recarsi nella schermata per il login, cliccare sul proprio nome utente e selezionare la voce Ubuntu Classic dal menu per la scelta della sessione che si trova in basso a destra prima di effettuare il login.

Un ulteriore modo è quello di utilizzare il centro di controllo cliccando sulla Schermata di accesso come spiegato da lffl in questo articolo.

Per  installare il nuovo Gnome 3 basta aprire un terminale ed aggiungere i repo di gnome 3 (pps) e procedere con l’installazione:

sudo add-apt-repository ppa:ubuntugnometeam/gnome3

sudo add-apt-repository ppa:ubuntugnometeam/ppa-gen

sudo apt-get update

sudo apt-get install ugr-desktop-g3

sudo apt-get dist-upgrade

Riavviare.

 

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Per promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la creazione di energia, Il 5 maggio 2011 è stato approvato il Quarto Conto energia dal Consiglio dei Ministri il nuovo testo del decreto interministeriale sugli incentivi alle fonti rinnovabili utile per usufruire di incentivi per la costruzione di impianti fotovoltaici (pannelli solari che producono elettricita’), che verranno erogati in “conto energia”, ovvero rivendendo l’energia elettrica prodotta direttamente al gestore GSE (Gestore dei servizi elettrici) ad una tariffa incentivante.Il 4° Conto Energia prevede un nuovo sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi in relazione alla potenza installata che entrerà a regime a partire dal 2013. Nel periodo transitorio, fino al 2013, è prevista una diminuzione graduale degli incentivi per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari. Inoltre un tetto di spesa massima ed un registro tenuto dal GSE solo sui grandi impianti  consentiranno di limitare i fenomeni speculativi. Per i “piccoli impianti” non è previsto alcun tetto di spesa. La tariffa percepita viene determinata dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto.

L’ingegnere Alessandro Caffarelli ha creato un utile foglio di calcolo (formato .xlsm ma letto facilmente e convertibile in .ods), rilasciato su licenza FREE, che simula i possibili vantaggi economici di un impianto fotovoltaico includendo tutti gli aggiornamenti relativi alle norme introdotte nel IV Conto Energia.

Potete scaricare il foglio di calcolo direttamente da questo indirizzo. Il software è corredato da una guida molto dettagliata in formato pdf disponibile a questo indirizzo. Sul sito ufficiale dell’ingegnere Alessandro Caffarelli potete trovare molti altri software gratuiti molto utili per chi si interessa di fonti rinnovabili come ad esempio :

  1. Ferrania_Solis_Config_ITA_V1.3.zip – Ferrania Config 1.3 in Italiano – Applicativo che permette di eseguire la verifica di compatibilità tra un generatore fotovoltaico e diverse tipologie di inverter attualmente disponibili sul mercato.
  2. Certificare_1.0.zip – Software per la Certificazione Energetica degli Edifici
  3. TERMODINAMICO_1.0.zip – Termodinamico 1.0 – Simulatore economico Solare Termodinamico
Altro Software :
  1. PhotosImpianti 2010.Il software permette da subito il dimensionamento e la stima di un impianto fotovoltaico connesso alla rete. FREE per Windows

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Il chipset intel GMA500 è montato su molti netbook come Sony Vaio P, Acer Aspire One 751, Asus Eee PC 1101HA, Asus Eee PC 1201HA, Asus Eee PC T91MT, Dell Inspiron Mini 12. Il problema è che per sfruttare al meglio le sue potenzialità (leggete questo articolo per maggiori informazioni circa il supporto di linux e video HD) bisogna installare driver non presenti nella versione ufficiale della distribuzione.
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Piccolo HOWTO per chi volesse cambiare i percorsi delle cartelle predefinite  di GNOME come ad esempio la Scrivania ($HOME/Scrivania).

Elenco delle cartelle predefinite che è possibile modificare :

  1. Scrivania ($HOME/Scrivania)
  2. Scaricati ($HOME/Scaricati)
  3. Modelli ($HOME/Modelli)
  4. Pubblici ($HOME/Pubblici)
  5. Documenti ($HOME/Documenti)
  6. Musica ($HOME/Musica)
  7. Immagini ($HOME/Immagini)
  8. Video ($HOME/Video)

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Di Leonardi Marzia , Martorana Donatella

Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, le comunicazioni tra uno o più utenti sono sensibilmente migliorate, aumentando però anche il rischio di intercettazioni. Di conseguenza, nelle comunicazioni tra più utenti, è diventato importante riconoscersi e farsi riconoscere dal
sistema, ossia farsi autenticare.
Un sistema di autenticazione basato su OTP fornisce un sicuro strumento di autenticazione che si avvale di un duplice fattore: un dato noto, il codice identificativo dell’utente, ed uno non noto e sempre diverso, la password casuale generata da un dispositivo, il token. Il token può avere una
connessione USB o essere completamente off-line: basterà digitare il codice generato nel computer per accedere alla sessione richiesta.
Il principale vantaggio di un sistema OTP è che l’utente, ovunque si trovi, può accedere alla pagina protetta senza necessità di particolari applicazioni o connessioni. L’autenticazione, in una comunicazione virtuale tra due interlocutori, può essere effettuata verificando che la controparte possieda almeno uno dei seguenti requisiti “di base”, ordinati in base al loro grado di “robustezza”:

1. conoscenza esclusiva di una certa informazione (ciò che l’utente conosce);

2. possesso esclusivo di un oggetto, non necessariamente “fisico” (ciò che l’utente possiede);

3. possesso di una o più caratteristiche fisiche, misurabili con appositi sensori, che lo differenzino da tutti gli altri soggetti (ciò che l’utente è).

E’ possibile distinguere due tipologie d’autenticazione, definite da un uso differente dei requisiti sopra riportati che corrispondono a gradi di robustezza distinti:
· L’autenticazione debole, prevede l’utilizzo di un identificativo utente e di una password che solo l’utente può conoscere in quanto scelta da egli stesso.
· L’autenticazione forte, si basa su meccanismi di autenticazione che garantiscono l’appartenenza di determinate credenziali ad un’entità fisica.

Un esempio è la “Two Factor Authentication”, dove il richiedente (client) ottiene il riconoscimento e l’accesso a determinate risorse solo se presenta certe credenziali costituite da due elementi: un qualcosa che possiede e un qualcosa che si conosce. Un classico esempio di autenticazione forte lo si
può trovare nella fruizione di servizi di online banking, dove non è insolito che, in prima istanza, sia richiesto l’inserimento di un identificativo utente e di una password e, all’atto della conferma di una transazione quale un bonifico, sia richiesto l’inserimento di un codice numerico “usa e getta” ottenibile da un token crittografico o da un’apposita tabella fornita dall’ente bancario.

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